NEWS DALL’ITALIA: Seconda edizione dei “Voucher internazionalizzazione”

settembre 28, 2017

Dal 28 novembre al 1° dicembre 2017 si potrà presentare domanda per i cosiddetti “voucher internazionalizzazione”, ovvero lo strumento messo a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico per aiutare le piccole e medie imprese a spingersi oltre i confini italiani.
Questa si tratta della seconda edizione dell’intervento agevolativo previsto dal piano per la promozione del “Made in Italy”, stabilita dal decreto ministeriale 17 luglio 2017 e definita con il decreto direttoriale 18 settembre 2017.

In cosa consiste il bando

L’intervento prevede la concessione di voucher a fondo perduto a disposizione delle PMI che intendono guardare ai mercati oltreconfine attraverso una figura specializzata (il Temporary Export Manager o TEM) capace di studiare, progettare e gestire i processi e i programmi sui mercati esteri. Le imprese devono rivolgersi ad una Società fornitrice dei servizi scegliendola tra quelle inserite nell’ apposito elenco che sarà pubblicato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico entro il giorno 20 dicembre 2017. La nuova edizione del bando mette a disposizione due tipologie di voucher:

– Il primo voucher “early stage” è di importo pari a 10.000 euro (ridotto 8.000 euro per le imprese già beneficiarie della prima edizione del voucher), a fronte di un contratto di servizio di importo almeno pari, al netto dell’IVA, a 13.000 euro e di durata non inferiore a 6 mesi.

– Il secondo voucher “advanced stage” è di importo pari a 15.000 euro, a fronte di un contratto di servizio di importo almeno pari, al netto dell’IVA, a 25.000 euro e di durata non inferiore a 12 mesi.
Per i beneficiari del voucher “advanced stage” è prevista la possibilità di incrementare l’importo del contributo con ulteriori 15.000 euro, a fronte del raggiungimento dei seguenti obiettivi in termini di volumi di vendita all’estero:
– il volume d’affari derivante da operazioni verso Paesi esteri registrato nel corso del 2018 e fino al 31 marzo 2019, deve essere almeno pari al 15% in più rispetto al 2017;
-l’incidenza percentuale del volume d’affari derivante da operazioni verso Paesi esteri nel corso del 2018 e fino al 31 marzo 2019, deve essere almeno pari al 6% rispetto al totale del volume d’affari.

Dotazione finanziaria

Per la nuova edizione del bando, il budget complessivo disponibile ammonta a 26 milioni di euro(6 milioni sono i fondi destinati esclusivamente alle imprese ubicate nelle regioni Basilicata, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia).

Chi può partecipare

Al bando 2017 potranno partecipare le PMI (costituite in qualsiasi forma societaria), operanti in tutti i settori di attività, ad eccezione della produzione primaria di prodotti agricoli e che abbiano conseguito un importo dei ricavi pari almeno a 500.000 euro con riferimento all’ultimo esercizio contabile chiuso (per le startup e le PMI innovativa non è richiesto quest’ultimo criterio).
Per essere ammesse alla data di presentazione delle domande, inoltre, le imprese richiedenti dovranno essere in stato di attività e iscritte al Registro delle imprese ed in regola con il versamento dei contributi previdenziali.

Come presentare le domande

Le domande di accesso alle agevolazioni dovranno essere presentate, esclusivamente tramite la procedura informatica accessibile nell’apposita sezione “Voucher per l’internazionalizzazione” del sito internet del Ministero dello Sviluppo Economico (www.mise.gov.it), previa identificazione e autenticazione tramite la Carta nazionale dei servizi.
L’invio delle domande potrà avvenire a partire dalle ore 10.00 del 28 novembre 2017 e fino alle ore 16.00 del 1° dicembre 2017 (la compilazione sarà possibile a partire dalle ore 10.00 del 21 novembre 2017), salvo chiusura anticipata per esaurimento risorse.
Ciascuna PMI potrà presentare un’unica domanda di accesso alle agevolazioni, pena l’esclusione di tutte le domande trasmesse.
Le domande di inserimento nel elenco dei Temporary Export Manager potranno essere presentate a partire dalle ore 10:00 del 16 ottobre 2017 e fino alle ore 16:00 del 31 ottobre 2017.

Adempimenti antiriciclaggio

agosto 18, 2017

Anche se la normativa per la lotta al riciclaggio di denaro risale al 2002, molti imprenditori non la conoscono, anche perché scarsamente pubblicizzata in ambito istituzionale.

La Legge 656/2002 istituisce delle misure di prevenzione e lotta al riciclaggio di denaro, nonché alcune misure che riguardano la prevenzione e la lotta al terrorismo.

Le persone fisiche o giuridiche interessate sono le seguenti:
a) gli istituti di credito e le filiali in Romania di istituti di credito esteri;
b) le istituzioni finanziarie e filiali in Romania delle istituzioni finanziarie estere;
c) i gestori dei fondi di pensioni privati, per conto proprio e per i fondi di pensioni privati che gestiscono, gli agenti di marketing autorizzati / avvisati nel sistema pensionistico privato;
d) i casinò;
e) i revisori, le persone fisiche e giuridiche che offrono servizi di consulenza fiscale o contabile;
f) i notai, avvocati e altre persone che esercitano professioni giuridiche liberali, nel caso in cui offrono assistenza nella preparazione o esecuzione di operazioni per i loro clienti per l’acquisto o la vendita di immobili, azioni o quote sociali oppure elementi del fondo di commercio, la gestione di strumenti finanziari o di altri beni dei clienti, la costituzione o la gestione di conti bancari, di risparmi o di strumenti finanziari, l’organizzazione dei processi di sottoscrizione degli apporti necessari per la costituzione, funzionamento o amministrazione di una società, la costituzione o la gestione di aziende commerciali o di organismi di investimento collettivo in valori mobiliari o strutture analoghe o lo svolgimento, secondo la legge, di altre attività fiduciarie, o nei casi di rappresentanza dei clienti in qualsiasi operazione di natura finanziaria o che riguarda beni immobili;
g) i fornitori di servizi per le aziende e per le altre entità o persone giuridiche, diversi da quelli previsti dal comma e) o f);
h) i soggetti coinvolti nel processo di privatizzazione;
i) gli agenti immobiliari;
j) le associazioni e le fondazioni;
k) altre persone fisiche o giuridiche che vendono beni e / o servizi nella misura in cui
si basano su operazioni in contanti, in valuta locale o estera, il cui limite minimo rappresenta l’equivalente in RON di 15 000 euro, a prescindere se l’operazione viene eseguita in una singola transazione o diverse transazioni che appaiono collegate tra di loro.

Per una più facile comprensibilità abbiamo strutturato sotto gli obblighi da adempiere ai sensi della presente Legge:
1. La società deve depositare all’ONPCSB (Ufficio Nazionale per la Prevenzione del Riciclaggio di Denaro) la delibera di nomina del rappresentante nei rapporti con l’Ufficio.
2. La società deve predisporre delle procedure interne per identificazione e accettazione del cliente, che vengono comunicate ai dipendenti.
3. La società deve comunicare all’ONPCSB qualsiasi transazione esterna che supera (in una sola operazione o più operazioni collegate) l’importo di 15.000 euro o l’equivalente in qualsiasi valuta. A questo proposito si deve compilare e deporre all’Ufficio il modulo “Rapporto transazioni esterne”. La comunicazione deve essere effettuata entro e non oltre 10 giorni dall’esecuzione della transazione.
4. La società deve comunicare all’ONPCSB qualsiasi transazione in contanti che supera (in una sola operazione o più operazioni collegate) l’importo di 15.000 euro o l’equivalente in qualsiasi valuta. A questo proposito si deve compilare e deporre all’Ufficio il modulo “Rapporto transazioni in contanti”. La comunicazione deve essere effettuata entro e non oltre 10 giorni dall’esecuzione della transazione.
5. La società deve comunicare all’ONPCSB qualsiasi transazione, interna o esterna, a prescindere dell’importo, che desti sospetti di antiriciclaggio o finanziamento del terrorismo. A questo proposito si deve compilare e deporre all’Ufficio il modulo “Rapporto transazioni sospette”. Il rapporto sarà trasmesso all’Ufficio appena la società constata ragionevoli motivi di sospetto che l’operazione da eseguire ha come scopo il riciclaggio di denaro o il finanziamento del terrorismo. Potranno, comunque, effettuare l’operazione senza avvisare l’Ufficio, se l’operazione deve essere eseguita immediatamente o se la mancata esecuzione impedirebbe il perseguimento dei beneficiari della transazione sospetta. Essi sono tuttavia tenuti a informare l’ufficio immediatamente dopo il compimento della transazione, ma non più tardi di 24 ore, indicando il motivo per cui non hanno informato.
6. La società deve elaborare delle misure standard di identificazione del cliente (l’obbligo del cliente di compilare la dichiarazione ai fini di antiriciclaggio) e creare un fascicolo che deve contenere come minimo: la dichiarazione del cliente, i documenti di riconoscimento di tutti i soci e amministratori della società e nel caso di soci persone giuridiche, le visure camerali. La società dovrà conservare i documenti per un l’intero periodo di svolgimento del rapporto e minimo 5 anni dalla sua cessazione.
7. Quando desta il sospetto di antiriciclaggio o finanziamento del terrorismo, la società deve applicare delle misure supplementari di identificazione del cliente (sollecito di documenti aggiuntivi), elaborate secondo le procedure interne.

Quando i soggetti della presente Legge hanno conoscenza che un’operazione da eseguire ha come scopo il riciclaggio di denaro, possono effettuare l’operazione senza avvisare l’Ufficio, se l’operazione deve essere eseguita immediatamente o se la mancata esecuzione impedirebbe il perseguimento dei beneficiari della transazione sospetta. Essi sono tuttavia tenuti a informare entro e non oltre 24 ore sulla transazione, indicando il motivo per cui non hanno informato in anticipo.

Il mancato, incompleto o tardivo compimento degli obblighi decorrenti dalla presente Legge sarà sanzionato con una multa che va da 10.000 a 50.000 lei.
La sanzione amministrativa potrà essere completata con le seguenti misure:
a) la confisca di beni destinati, usati o derivati dalla violazione;
b) la sospensione dell’avviso, accordo o autorizzazione ad esercitare un’attività o, se del caso, la sospensione del l’operatore economico di attività per un periodo da un mese a sei mesi;
c) il ritiro della licenza o autorizzazione per talune operazioni o per le attività di commercio estero per un periodo di un mese a sei mesi o permanentemente;
d) conto bancario bloccato per un periodo da 10 giorni a un mese;
e) la cancellazione della licenza, accordo o autorizzazione ad esercitare un’attività;
f) la chiusura dell’unità.

Tenuto conto che le sanzioni per i mancati adempimenti sono molto elevate, si invita gli interessati a verificare se nella Loro impresa sono state attuate tutte le misure necessarie previste dalla normativa.
Reconta Management Group

FINANZIAMENTI GOVERNAMENTALI PER LE MICROIMPRESE E PMI RUMENE

agosto 7, 2017

A partire dal mese di agosto 2017, il governo concederà per le aziende rumene 55.000-100.000 non rimborsabili, nell’ambito dei programmi “Commercio e Servizi” e “Microindustrializzazione”.

Il Programma “Commercio e Servizi” 2017:
Le piccole e medie imprese (PMI) in Romania potranno richiedere sovvenzioni da parte dello Stato fino a 250.000 lei (circa 55.000 euro) per investimenti.
Per ottenere il finanziamento, le imprese richiedenti devono soddisfare una serie di condizioni, tra le quali le più importanti sono:
– essere SRL o SRL-D;
– Al momento del deposito del piano di investimento deve essere passato almeno 1 anno civile dalla costituzione della società;
– aver ottenuto utile dall’attività operativa nell’esercizio precedente alla presentazione della domanda;
– sono persone giuridiche che hanno come attività principale la vendita di prodotti e servizi e attività di mercato così come previsti nella lista dei codici NACE ammissibili, disponibile per il download al seguente indirizzo: http://www.metodica.ro/img/anexa-1-list-CAEN-commercio-servizi-2017.pdf
– Codice CAEN per cui si richiede il finanziamento deve essere autorizzato da almeno tre mesi (tramite certificato rilasciato dal Registro del Commercio), la sola presenza del codice CAEN nel memorandum non significa che è autorizzato.
Categorie di costi eleggibili:
– attrezzature informatiche;
– lettori di barcode;
– bilance elettroniche;
– dispositivi elettronici fiscali;
– Macchinari e attrezzature tecnologiche;
– Carrelli elevatori;
– Beni immateriali: brevetti, licenze, franchising, software di commercio on-line;
– La certificazione del sistema di gestione della qualità;
– Costruzione di un sito;
– Attrezzature specifiche al fine di realizzare risparmi di energia;
– Consulenza per la redazione dei documenti;
Questo programma sarà lanciato il 16 agosto 2017 e la presentazione di progetti inizierà tra pochi giorni dopo il lancio.

Il Programma “Microindustrializzazione” 2017:
Attraverso questo programma, le aziende (SRL o SRL-D) riceveranno sovvenzioni da parte dello Stato fino a 450.000 lei (100.000 euro) per ognuna.
Le spese saranno sostenute da fondi propri o attraverso un prestito bancario, dopodiché il Governo rimborserà i costi.
In Bucarest e Ilfov potranno accedere al programma le microimprese e le piccole e medie imprese. Nel resto del paese solo le piccole e medie imprese sarnno in grado di accedere fondi.
Questo programma sarà lanciato il 21 agosto 2017 e la presentazione di progetti inizierà tra pochi giorni dopo il lancio.
I criteri di eleggibilità per le società richiedenti sono:
– Avere almeno un esercizio annuale chiuso alla data di apertura della registrazione elettronica del piano di investimento;
– Non avere debiti al erario dello Stato e alle amministrazioni locali, sia per la sede centrale che per tutte le sedi operative.
– I candidati che hanno rateazioni in corso non sono eleggibili.
Le seguenti categorie di spese sono eleggibili:
– Attrezzature e apparecchiature tecnologiche (macchinari e attrezzature di lavoro);
– Spazi di lavoro;
– Dispositivi e apparecchiature di misurazione;
– mezzi di trasporto (furgoni di categoria N1, N2, N3) strettamente connessi con il lavoro per il quale si richiede accesso al programma;
– Licenze, brevetti, franchising, software;
– Acquisto di attrezzature IT (comprese le licenze necessarie per condurre l’attività e sistemi audio-video);
– Mobili, macchinari di ufficio, sistemi di protezione dei valori umani e materiali;
– Costruire dei siti di presentazione (compreso il costo del dominio e l’acquisto di software per commercio online);
– Impianti specifici al fine di conseguire il risparmio energetico;
– Consulenza per la redazione dei documenti (business plan);
Saranno eleggibili per il Programma Microindustrializzazione 2017 solo le società che svolgono le seguenti attività in base ai gruppi CAEN:
• 10 Industria alimentare;
• 11 Produzione di bevande: eleggibile solo codice CAEN 1107 – Produzione di bibite analcoliche; produzione di acque minerali e di altre acque confinate all’interno del contenitore;
• 13 Industrie tessili;
• 14 Fabbricazione di articoli di abbigliamento;
• 15 Conciatura e lavorazione del cuoio; la fabbricazione di articoli da viaggio, borse, pelletteria e selleria; e tintura di pellicce;
• 16 Lavorazione del legno, produzione di articoli di legno e sughero, esclusi mobili; fabbricazione di articoli di paglia, vimini e altri materiali da intreccio;
• 17 Fabbricazione di carta e prodotti di carta;
• 22 Fabbricazione dei prodotti di gomma e materie plastiche;
• 23 Fabbricazione di altri prodotti di minerali non metalliferi;
• 24 Metallurgia;
• 25 Costruzioni metalliche e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti, eccetto le società operanti nei codici CAEN al gruppo 254 Fabbricazione di armi e munizioni;
• 26 Fabbricazione di computer, elettronica e prodotti ottici;
• 27 Fabbricazione di apparecchiature elettriche;
• 28 Fabbricazione di macchinari e attrezzature NCA;
• 31 Fabbricazione di mobili;
• 32 Altre attività industriali NCA

Per entrambi i programmi, il finanziamento statale sarà di massimo 90% , gli imprenditori sosterranno almeno il 10% dell’investimento finale e l’IVA, che non rappresenta una spesa eleggibile (acquistando da aziende non registrate ai fini IVA, non si dovrà pagare IVA).

DICHIARAZIONE DEI REDDITI E QUADRO RW

agosto 1, 2017

La comunicazione sottostante riguarda gli adempimenti da parte di contribuenti fiscalmente residenti in Italia che possiedono beni e/o redditi all’estero tali da far scaturire obblighi fiscali in Italia.
Di seguito comunichiamo i due principali adempimenti a cui sono chiamati questi soggetti:
1. Pagamento delle imposte: negli ultimi giorni il termine di pagamento è stato prorogato al 21/08/2017. Ricordiamo che nel caso di redditi che per obbligo di legge vanno dichiarati in Italia, anche se percepiti all’estero, in contribuenti interessati devono predisporre il modello di dichiarazione dei redditi e pagare le imposte previste, dalle quali vengono detratte, secondo il meccanismo previsto dalla norma italiana, le imposte pagate all’estero.
La presente quindi vale quale informativa, al fine di portare a conoscenza questa scadenza, anche se ciò si ritiene superfluo, in quanto dovrebbe essere alla conoscenza di tutti.
2. Entro la data del 31/10/2017, i contribuenti interessati devono presentare il modello di dichiarazione dei redditi. Per coloro che hanno effettuato transazioni finanziarie (in entrata e uscita dall’Italia), oppure che possiedono beni immobili, attività finanziari (compreso quote sociali e finanziamenti fatti a società) e beni immobili, devono compilare all’interno della dichiarazione dei redditi un modulo speciale (quadro RW) nel quale vanno evidenziati tutti i dati richiesti relativamente a dette transazioni e detti beni.
Per la mancata presentazione di questo modulo sono previste sanzioni molto alte, nonché conseguenze di natura fiscale, certamente non auspicabili.
Pertanto, il nostro invito è quello di far partecipe delle attività estere il professionista che si occupa della Sua gestione fiscale in Italia.

Questa nostra comunicazione ha il solo scopo di sopperire alla mancata conoscenza degli obblighi e per questo motivo riteniamo che debba essere apprezzata.
Restiamo comunque a disposizione per ogni eventuale informazione aggiuntiva.

Reconta Management Group

PROROGA SCADENZA SANATORIA “VOLUNTARY DISCLOSURE”

agosto 1, 2017

Il termine per presentare la domanda di adesione alla “Voluntary Disclosure”, precedentemente fissata al 31 luglio, è stato prorogato fino a sabato, 30 settembre, con slittamento a lunedì 2 ottobre.
Le ricordiamo che questo condono riguarda la mancata compilazione del quadro RW nel caso di beni finanziari, beni immobili, quote sociali, etc, detenuti in paesi esteri.
Il Quadro RW è una parte della dichiarazione dei redditi che deve essere compilata in Italia dai residenti fiscali nel Paese, quando questi detengono beni in paesi esteri. Inoltre, questo condono va a sanare anche le eventuali infrazioni che sono state commesse in ordine alle normative fiscali e valutarie.
La nuova scadenza è il 02.10.2017.

SCADENZA 31.07.2017 SANATORIA “VOLUNTARY DISCLOSURE”

luglio 5, 2017

Il 31.07 p.v. scade il termine per la presentazione della sanatoria chiamata “Voluntary Disclosure”. Questo condono riguarda la mancata compilazione del quadro RW nel caso di beni finanziari, beni immobili, quote sociali, etc, detenuti in paesi esteri.
Il Quadro RW è una parte della dichiarazione dei redditi che deve essere compilata in Italia dai residenti fiscali nel Paese, quando questi detengono beni in paesi esteri. Inoltre, questo condono va a sanare anche le eventuali infrazioni che sono state commesse in ordine alle normative fiscali e valutarie.
Ricordiamo la scadenza: il 31.07.2017

Buone notizie per le aziende con i debiti a ANAF: In determinate condizioni, potranno usufruire di una rateizzazione.

aprile 27, 2017

Per gli obblighi amministrati da ANAF, l’organo fiscale competente può concedere il pagamento rateale degli stessi, eccetto gli interessi di mora relativi ai principali obblighi fiscali rateizzati per il quali è stata concessa la dilazione di pagamento per scopi di annullamento, ai sensi della legge.
La richiesta della rateizzazione degli obblighi fiscali dai contribuenti si fa deponendo un sollecito scritto in sede uffici ANAF di appartenenza oppure si comunica per via postale con ricevuta di ritorno.
Per i contribuenti che hanno stabilito sedi secondarie fiscalmente registrate, la domanda di rateizzazione dei pagamenti viene presentata sia per le passività fiscali dovuti dalla sede centrale che e per quelle delle sue sedi secondarie. La domanda va presentata alle autorità fiscali competenti per gestire il debito d’imposta del contribuente e viene analizzata sulla base degli obblighi totali dei contribuenti e delle loro sedi secondarie.
La richiesta del contribuente sarà risolta delle autorità fiscali competenti entro massimo 60 giorni dalla data della sua registrazione mediante l’emissione di una decisione di rateizzazione dei debiti fiscali insieme a una decisione di rinviare il pagamento delle sanzioni per tardivo pagamento, o con una decisione che respinge la richiesta di rateizzazione dei debiti tributari, a seconda dei casi.

1. I vantaggi della rateizzazione
a) si evita o si sospende l’esecuzione di:
– obblighi sequenziati – obblighi che costituiscono la condizione di mantenere la validità della rateizzazione (obblighi con scadenze di pagamento successivi alla comunicazione della rateizzazione, le differenze risultanti dalle dichiarazioni rettificative, passività in essere non estinte alla data della comunicazione della decisione di rateizzazione e non incluse nella pianificazione, obblighi per i quali la sospensione della riscossione è cessata dopo la comunicazione della rateizzazione, ecc) a seconda del tipo di riscossione applicata, la sospensione produce i seguenti effetti:
● nel caso di pignoramento bancario:
– la continuazione del pignoramento degli importi sospesi nel conto alla data della comunicazione della sospensione, il contribuente potendo effettuare dei pagamenti solo per tali obblighi di cui dipende il mantenimento della rateizzazione; – la cessazione del pignoramento per quanto riguarda gli incassi futuri.
● nel caso di terzi pignorati – la terminazione del pignoramento per gli importi dovuti dal contribuente.
● nel caso di sequestri – la cessazione del procedimento di preclusione sui beni soggetti alla preclusione.
b) la possibilità di partecipare a gare e bandi pubblici perché gli obblighi fiscali rateizzati non sono considerati debiti fiscali in corso, se rientrano nella scadenza prevista nel grafico di rateizzazione;
c) la dilazione delle sanzioni per tardivo pagamento dei debiti tributari sequenziato, ai fini dell’annullamento alla scadenza della rateizzazione;
d) nel periodo dello svolgimento del piano di rateizzazione non verranno calcolate delle sanzioni e delle penalità per il tardivo pagamento, eccetto le sanzioni il tardivo pagamento della rata.

2. Condizioni cumulative di accesso alla rateizzazione
– il richiedente deve aver presentato tutte le dichiarazioni fiscali (alla data dell’erogazione dell’atestato fiscale);
– il richiedente si trova in difficoltà dovute alla temporanea mancanza di liquidità;
– il richiedente deve avere la capacità finanziaria per pagare nel periodo di rateizzazione;
– il richiedente non può essere in procedura di insolvenza o dissoluzione;
– non è stata stabilita la responsabilità ai sensi delle leggi in materia di insolvenza e / o la responsabilità solidale, secondo il Codice Fiscale procedura. Se le disposizioni che stabiliscono la responsabilità sono finali nel sistema amministrativo e giudiziario delle vie giurisdizionali, e l’importo è stato pagato, la condizione si considera soddisfatta;
– hanno presentato la garanzia.

3. Note sulle garanzie
Tipologie di garanzie:
– importi registrati al nome del contribuente resi disponibili alle autorità fiscali in un’unità di Tesoreria dello Stato o una lettera di polizza di garanzia bancaria / polizza di assicurazione-garanzia , il cui importo deve coprire l’intero importo rateizzato e gli interessi, per l’intero periodo della rateizzazione;
– sequestro preventivo imposto sui beni del contribuente;
– contratto di mutuo o di pegno a favore dell’organo fiscale, avente come oggetto beni immobili di terzi, senza oneri, ad eccezione degli sequestri applicati dall’autorità fiscale, se il valore dei beni copre le obbligazioni dei terzi e il debito totale da rateizzare. In questo caso, l’ipoteca viene stabilita solo per un singolo contribuente. Il valore delle garanzie reali devono coprire gli importi rateizzati, gli interessi per il periodo di rateizzazione, e un percentuale fino al 16%, a seconda del periodo di rateizzazione (2,3,4 o 5 anni).
Nel caso di ipoteca immobiliare, il bene deve essere nel periodo di funzionamento, ai sensi della Legge. 15/1994. Tale bene è comunque ammesso solo se sottoposto ad una perizia di valutazione in base alle regole contabili. Nella situazione in cui il bene sia già stato ipotecato o pignorato, il suo valore deve coprire sia il valore dell’ipoteca già costituita che gli obblighi rateizzati.

4. Situazioni specifiche
Salvo le situazioni in cui i contribuenti-persone giuridiche che per legge (articolo 193 par. (3) del Codice di procedura fiscale.) non hanno l’obbligo di costituire delle garanzie (enti pubblici, servizi pubblici autonomi costituiti tramite una legge organica, le unità e le istituzioni ricerca di diritto pubblico, istituti di istruzione superiore statale), la legislazione distingue diverse situazioni in cui si può concedere il pagamento rateale, a seconda dello stato del patrimonio del contribuente e degli obblighi di pagamento, vale a dire:
A. Soggetti giuridici con degli obblighi fiscali entro 20.000 lei, esenti dalla costituzione delle garanzie;
– Periodo di rateizzazione – non più di cinque anni;
– Può beneficiare di pagamento differito delle sanzioni per tardivo pagamento degli oneri tributari rateizzati, ai fini della cancellazione.
B. Soggetti giuridici con degli obblighi fiscali pari a / oltre 20.000 lei, obbligati alla costituzione delle garanzie;
– Periodo di rateizzazione – non più di cinque anni;
– Può beneficiare di pagamento differito delle sanzioni per tardivo pagamento degli oneri tributari rateizzati, ai fini della cancellazione.
C. Debitori che non possiedono beni immobili e non costituiscono garanzie
– periodo di rateizzazione – massimo 6 mesi (a prescindere dall’importo delle passività fiscali);
– le sanzioni per il tardivo pagamento dei debiti tributari principali – non differite e incluse nella rateizzazione, quindi non cancellabili.
D. Debitori che possiedono proprietà, ma sono insufficienti a fornire garanzie giuridiche – costituiscono una garanzia del valore delle attività detenute;
– Periodo di rinegoziazione – non più di cinque anni (a prescindere dall’importo delle passività fiscali);
– le sanzioni per il tardivo pagamento dei debiti tributari principali – non differite e incluse nella rateizzazione, quindi non cancellabili.
E. Debitori che, anche se in possesso di beni patrimoniali, non possono costituire garanzie in quanto ipotecati/pignorati per il loro intero valore a favore di altri creditori e non posso costituire nessuna garanzia fornita loro da un terzo
– il periodo di rateizzazione – non più di sei mesi (a prescindere dall’importo delle passività fiscali);
– le sanzioni per il tardivo pagamento dei debiti tributari principali – non differite e incluse nella rateizzazione, quindi non cancellabili.

5. Disposizioni particolari applicabili ai contribuenti classificati come un basso rischio fiscale
● criteri di classificazione in questa categoria:
– nessun reato iscritto nella fedina fiscale (cazier fiscal);
– nessuno degli amministratori non ha tenuto negli ultimi cinque anni, la qualità di amministratore delle persone giuridiche liquidate per le quali sono rimasti obblighi fiscali non pagati;
– non sono registrati nel Registro del Commercio come temporaneamente inattivi;
– non hanno degli obblighi fiscali pendenti per un periodo superiore a 6 mesi;
– non hanno registrato perdite in nessuno degli ultimi 3 anni consecutivi – sono stati costituiti almeno 12 mesi prima del deposito della richiesta.
● condizioni di concessione della rateizzazione:
– Deposito della domanda;
– Condizioni generali (eccetto la condizione relativa alla difficoltà finanziaria);
– Garanzia: il 20% delle garanzie previste come regola generale.
– Concessione rateizzazione – fino a 12 mesi.
In questo caso, il contribuente usufruisce del pagamento differito delle sanzioni per tardivo pagamento dei debiti tributari rateizzati, ai fini della cancellazione al termine della rateizzazione.

A cura di Daniela Minculescu

Fonte: DJPF Galati

Novita fiscali 2017

gennaio 19, 2017

Dall’inizio del 2017 entrano in vigore numerose ed importanti modifiche fiscali.

1. A partire dal 01.01.2017 viene ridotto il tasso IVA standard dal 20% al 19% , come previsto dalla Legge Fiscale all’art. 291.

2. l’Ordinanza del Governo 84/2016 pubblicata a Dicembre ha portato altre modifiche:
a) E’ stato inserito un nuovo regime speciale IVA per gli agricoltori. La percentuale di compensazione forfettaria dell’IVA, ovvero la percentuale dell’IVA che verrà scalata dal totale dell’aliquota in questo nuovo regime, è pari all’1%per il 2017, al 4% per il 2018 e all’8% dal 2019.

b) Si estendono per un periodo indeterminato le agevolazioni per il profitto reinvestito in attrezzature tecnologiche, computer e periferiche, macchinari di cassa, controllo e fatturazione, nel software e per il diritto di utilizzare il software.

c) Sono introdotte misure meno restrittive sulla detrazione dell’IVA per il contribuente che ha la registrazione nel campo IVA annullata dall’ufficio dalle autorità fiscali, infatti:
– la società può esercitare il suo diritto di detrazione per gli acquisti di beni e / o servizi effettuati nel periodo in cui il codice di registrazione IVA e’ stato annullato, indicando l’importo dell’ imposta nella prima dichiarazione IVA presentata dopo la registrazione.
– I beneficiari hanno diritto di detrarre l’IVA dopo la ri-registrazione nel campo IVA del fornitore che precedentemente non aveva il numero della partita IVA valido.

d) Le microimprese possono scegliere di pagare l’imposta sul profitto se il capitale sociale versato è di minimo di 45.000 lei (precedentemente l’importo minimo era di 25.000 euro).

e) E’ stata abrogata la prevista norma sull’obbligo di registrazione nel ROI (Registro degli Operatori Intracomunitari) per le società che fanno transazioni con i partner commerciali di altri Stati membri.

f) Si stabilisce espressamente che i pagamenti effettuati ai lavoratori giornalieri non rientrano nell’ambito di applicazione delle assicurazioni sociali obbligatorie.

3. Tra le nuove misure menzioniamo anche la decisione del governo HG 1/2017 in merito all’innalzamento dello stipendio minimo a partire dal 1 Febbraio 2017 che diventerà di 1450 ron.

4. Inoltre è stata introdotta la Legge 1/2017, con cui sono state rimosse 102 tasse non fiscali, tra cui la tassa radiotelevisiva pagata finora dalle persone fisiche e dalle aziende.

ROMANIA FRA LUCI ED OMBRE:

novembre 4, 2016

il rapporto annuale Doing Business della Banca Mondiale: Avviare un’impresa in Romania è diventato più difficile, ma sono migliorate le condizioni per il pagamento delle tasse
Secondo il rapporto Doing Business della Banca Mondiale per l’anno 2017, avviare un business in Romania sarà più difficile per via degli adempimenti burocratici per la registrazione dell’impresa ai fini IVA, però si menzionano anche gli importanti progressi per quanto riguarda le agevolazioni nel pagamento delle tasse.
La Banca mondiale considera che un ambiente favorevole per gli imprenditori porta dei benefici a tutti. Da una parte ci sono quelli che hanno idee negli affari e gli si offre l’opportunità di svilupparle, dall’altra parte tutti i cittadini che beneficiano dei riflessi positivi sul mercato del lavoro, facilitando così le assunzioni ma anche l’aumento degli stipendi.
La classifica Doing Business prende in considerazione la facilità con cui si può svolgere un’attività commerciale e analizza vari criteri, come “Avviare un’impresa”, “Ottenere le autorizzazioni”, “Accesso al finanziamento”, “Fiscalità”, “Accesso ai mercati”, “Le procedure di insolvenza”, ecc. La classifica si riferisce alle piccole e medie imprese che si trovano nel loro secondo anno di attività economica.
Di un totale di 190 Paesi, la Romania è salita di una posizione nella classifica della Banca Mondiale, dalla posizione 37 occupata nell’anno precedente alla posizione 36.
Al capitolo “Avviare un’impresa” la Romania ha perso 11 posizioni rispetto all’anno scorso. Il rapporto specifica che questa discesa è dovuta all’aumento del tempo necessario per la registrazione ai fini IVA. Secondo il rapporto della Banca Mondiale, la durata media è salita a 12 giorni, rispetto a 8 giorni dell’anno scorso.
Allo stesso tempo, la Romania ha perso altre due posizioni alla categoria “Proteggere gli interessi degli azionari minoritari” e una posizione alle categorie “Registrazione della proprietà” e “Risoluzione delle insolvenze”.
E’ salita invece di 4 posti al capitolo “Pagamento delle tasse” e si mantiene sulla stessa posizione per “Autorizzazioni edilizie”, “Commercio”, e “Solidità dei contratti”.
“Pagamento delle tasse fa riferimento al numero di pagamenti annuali (14), il tempo necessario per eseguirli (161 ore), il percentuale totale della tassazione sull’utile, le dichiarazioni fiscali ulteriori, il tempo necessario per un rimborso IVA, il tempo impiegato per ottenere il rimborso IVA, il tempo necessario per un’ispezione fiscale riguardante l’imposta sull’utile. La spiegazione per la salita nella classifica al capitolo “Pagamento delle tasse” deriva dal fatto che l’aliquota dei contributi sociali dovuti dalle imprese è diminuita di 5 punti percentuali.
Nella classifica, la Romania si trova dietro ad altri stati est-europei come Polonia (24), la Repubblica Ceca (27), Slovenia (30), Slovacchia (33) e davanti alla Bulgaria (39) e Ungheria (41).
Nella stessa classifica a livello mondiale il podio è occupato dalla Nuova Zelanda, Singapore e Danimarca.

REGIME AGEVOLATO PER LE BRANCH EXEMPTION… FINALMENTE!!!

novembre 4, 2016

Con il decreto internazionalizzazione è stato introdotto il regime di esenzione dalla tassazione degli utili delle sedi estere di imprese residenti in Italia.

Nello specifico:

• Una volta scelta l’opzione per l’applicazione della branch exemption (ovvero questo nuovo regime di esenzione), i redditi della branch di imprese residenti in Italia sono tassati ESCLUSIVAMENTE nel Paese estero in base al reddito prodotto in quel paese.

Da ciò deriva che:

• Le imprese senza opzione per la branch exemption avranno gli utili tassabili e le perdite deducibili, secondo la normativa fiscale domestica.

• Le imprese con opzione per la branch exemption avranno gli utili esenti e le perdite indeducibili.

Il “decreto internazionalizzazione” stabilisce anche l’irrevocabilità di questa nuova opzione, ovvero:

• Una volta scelta l’opzione per la branch exemption, il regime di tassazione ordinario NON è più applicabile

• Tuttavia, l’opzione si può estinguere nei seguenti casi:

o La branch estera venga dismessa;

o Il soggetto che ha originariamente scelto quest’opzione si estingua

o La branch venga ceduta ad un soggetto che non ha optato per la branch exemption

Con certezza, aldilà della esenzione in sé e per sé, questa novità costituirà attrazione per l’imprenditore italiano razionalizzando l’iter della internazionalizzazione d’impresa, ed evitando il numeroso contenzioso con il fisco.

La riflessione da fare sarà quindi:

• Costituzione di “newco” estera o branch?

Lasciamo riflettere gli interessati e restiamo a disposizione per rispondere alle perplessità…………… crediamo numerose.

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